Sanremo 2018, il report della prima serata

0
1715
views

Dopo un anno di letargo, posiamo il culo sul divano per la settimana più attesa dell’anno: finalmente Sanremo. Ma Carlo Conti quest’anno ha mollato: il suo solarium era chiuso per ferie. I vertici Rai, in preda allo sconforto, hanno ripiegato su Claudione nazionale, la Hunzinker e Favino. Baglioni parte sottotono e finisce altrettanto: grande assente della serata. Da navigato cantante, canta, duetta con Fiorello e Morandi ma conduce poco, sermone iniziale escluso (manco il Papa all’Angelus). Contro ogni nostra aspettativa è la Michelle a tenere le redini della conduzione, scenette d’amore col maritino a parte. Favino parte teso, ma si scioglie cantando un medley di grandi pezzi sanremesi. Il suo momento di gloria.

Dopo l’imbarazzante video-sigla montato evidentemente da uno youtuber adolescente, Fiorello apre la serata interrotto subito da un’invasione di campo di un contestatore, immediatamente allontanato dalla però fallace sicurezza dell’Ariston (vedi Pippo Baudo, 1995 e Fabio Fazio, 2014). Rosario fa quel che può.

La sagra inizia con una delle sempre presenti a Sanremo: Annalisa. Look da Avril Lavigne ma finalmente senza il solito, banale testo di Kekko dei Modà. Risultato accettabile. A timbrare il cartellino all’Ariston anche quest’anno, Nina Zilli e Noemi. Non ci convincono (esattamente come l’outfit della Zilli).

Quel vecchio volpone di Rosalino Cellamare cala l’asso della canzone inedita di Dalla. Emoziona il fantasma di Lucio.

Gazzè si è fatto prestare il vestito da Oberyn Martell e il parrucchiere dalla Vanoni. Però ci piace, la versione cantore è meravigliosa, l’arpa una chicca. Non ci delude.

 

Laura Pausini super ospite: per la prima serata ce la siamo scampata. Santa Laringite, prega per noi.

Pacifico e Bungaro (grandi autori), scongelano la Vanoni per Sanremo come ogni Natale si fa con Bublé.

I Pooh si presentano scorporati; avranno sulla coscienza un Paolo Bitta agonizzante nella sua Alfa.

Riccardo Fogli e Roby Highlander Facchinetti dialogano in una canzone che puzza di nostalgia canaglia, riscoprendosi amici. Ad ogni esibizione di Facchinetti una coronaria muore. L’ “uomo solo”, Red Canzian, nella sua canzone non risparmia frecciatine per i ritrovati best friends.

Abbassano l’età media le due boy band: The Kolors e Lo stato sociale. Ravvivano l’Ariston ma i testi sono quelli che sono: MAI MAI MAI belli.

Ermal Meta e Fabrizio Moro sono indignati. Buona e bella l’idea del cantautorato impegnato, ma non basta un ritornello a smaltire la pesantezza.

Il blues man della serata, Mario Biondi, lo preferiamo in inglese. Ma voce degna di nota.

Dopo perpetrate lagne in musica, finalmente Le Vibrazioni chiudono la serata. Sarcina: premio miglior shampoo della serata. A seguire, sul podio, Tommaso Paradiso (super ospite?).

Buona l’idea di Baglioni di dare spazio a tutti i Big in gara già dalla prima serata ma, alla lunga, la noia ci attanaglia. Voto complessivo della serata: 5.5.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here